Un'"esperienza" è qualcosa che può essere archiviato in un diario, catturato in un film o incollato in un album. "Sperimentare" è la sensazione stessa di meraviglia, il fremito della comunione, il tocco delicato del nostro essere in connessione con tutto ciò che ci circonda.

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Dietro il muro del silenzio

Foto di Polarspot
anno 2011
titolo: "Un eterno presente che non arriva mai..."

Foto di Polarspot
anno 2011
titolo "Dietro il muro del silenzio"

 

Di primo mattino alla vista dei monti picentini si possono vivere momenti di felicità. Continuando a fare i contadini mentre intorno si osserva il degrado e la devastazione dell’edilizia e si respira la puzza di Sardone. Conservare le tradizioni, condividere il sapere e gustare i sapori di una terra che non c’è più, quella che ha ospitato gli etruschi ed oggi viene violentata dall’uomo “civilizzato”.

Questa è l’introduzione per una foto che ritrae un paesaggio scattata durante l’anno 2011 e partecipa al concorso fotografico per i 250 anni dell’almanacco di Barbanera.

Dal agosto 2011 inizia una discussione a livello locale (Salerno e provincia) sul bene comune ( accesso alla terra e attività umane), la raccolta di fotografia andava sotto il nome di “Un eterno presente che non arriva mai…”

“L’ ecologismo sfrenato e la teoria della decrescita non possono essere considerate esclusive soluzioni alla minaccia del capitalismo, per il semplice fatto che non agiscono alla radice del problema, sui rapporti sociali di produzione.
La costruzione di un modello equo deve avvenire dunque tramite la riappropriazione delle pratiche di produzione e la collettivizzazione delle risorse, coadiuvati da una fondamentale organizzazione della lotta di classe.”

Sarà possibile visionare la raccolta fotografica il 22 aprile 2012 durante il mercatino delle idee e nuovi stili di vita presso l’ex scuola media A.Gatto nel quartiere di Pastena (Salerno)


Dietro il muro del sonno

Foto di Polarspot

Facce brillano di uno sorriso mortale

e mi mostrano questo ingrato sentimento

L’amore è un punto luce che abbaglia,
brucia, illumina la vita .
Quando finisce carbonizza il cuore e lascia
un’irrespirabile fumo che sale al cielo.

Il sole gela quegli insensibili dalla testa ai piedi

Visione convessa dentro la “materia prima”

Parole che vanno a leggere il tuo dispiacere
Parole che non leggono nessun futuro

Lascia il tuo spirito libero di salire con ali di farfalla sospinto dalla brezza
Senti il tuo corpo cadere e dischiudersi al mondo
Muro dormiente di rimorso,
Trasforma il tuo corpo in cadavere

Dalla oscurità del corpo nasce la luce
Il muro del sonno è freddo e brillante
Il muro del sonno giace rotto
Il sole splende in te che ti sei svegliato.


La democrazia è in vendita nel centro commerciale più vicino a casa vostra.

Roma 15 ottobre 2011

Voi che sognate un mondo più giusto ed equo,

Voi che chiedete il rispetto dei diritti umani,

Voi che sognate un paese nuovo per i vostri figli,

Voi che al mattino fate 50 km per andare a lavoro e rimanete bloccati su di una tangenziale,

Voi che a fine mese avete le ragnatele nel frigo,

Voi che avete come compagni un mutuo trentennale e lo sfratto,

Passate al centro commerciale più vicino e, potrete vedere e toccare con mano la comodità e la convenienza del vostro dio.

Non vi accalcate perché sarete tutti accontentati e da domani comodamente seduti da casa,

potrete essere  cittadini di uno stato democratico.

Da domani avrete immagini in alta definizione, colori vivi e suoni reali,

sarà come aver preso anche voi manganellate a Piazza S.Giovanni.


Stato di democrazia

Siamo a Roma il giorno 15 ottobre 2011, nel pieno svolgimento di una manifestazione. Si rivendica il diritto e la libertà individuale minacciati dal debito e dalla speculazione capitalista. La risposta dello Stato non si è fatta attendere. Sono stati accolti tutti i pareri contrastanti e delle relative minoranze.


Amore e Guerra

Foto di Jerome Cooper

15 ott. 2011, mani alzate e ben in vista. Noi portiamo pace e democrazia……..


Movimento dell’animo umano: la forza interiore

Foto di Polarspot

Qualsiasi conflitto, che sia fisico, psicologico o intellettuale, è uno spreco di energia. E’ straordinariamente difficile rendersene conto e liberarsi da ogni conflitto, perché quasi tutti noi siamo stati educati a lottare, a fare sforzi.

Questa è la prima cosa che ci insegnano a scuola: fare sforzi. Così continuiamo a lottare e a sforzarci per tutta la vita. Per essere buoni è necessario lottare; bisogna combattere il male, bisogna essere capaci di resistere, di controllarsi.

Così, in qualsiasi campo, da quello dell’educazione a quello sociologico o religioso, agli esseri umani si insegna a lottare.

Vi dicono che per trovare Dio dovete lavorare, dovete sottoporvi a una disciplina, dovete praticare degli esercizi, dovete torturare la vostra anima, tormentare la vostra mente e il vostro corpo; dovete rifiutare, reprimere; non dovete guardare certe cose; dovete lottare, lottare sempre per ottenere qualcosa al cosiddetto livello spirituale, che in realtà non è affatto spirituale! Così nella società ognuno si preoccupa solo di se stesso e della propria famiglia .

… In qualunque direzione ci muoviamo, noi non facciamo altro che sprecare energia. E questo spreco di energia è fondamentalmente conflitto: un conflitto tra quello che “devo” o “dovrei” fare e quello che “non devo” o “non dovrei” fare. Quando si è creata una dualità, il conflitto diventa inevitabile.

Allora bisogna capire la dualità, come si produce e come funziona. E’ evidente che ci sono l’uomo e la donna, il rosso e il verde, la luce e il buio, l’alto e il basso; questi sono fatti. Ma è quando facciamo uno sforzo per separare l’idea dal fatto che sprechiamo energia.


Movimento dell’animo umano: la ricchezza

Foto di Polarspot

Con animo maturo conserva la ricchezza interiore e spogliati dell’ingenua esteriorità.


Movimento dell’animo umano: la gioia

Foto di Polarspot,

 

Quando la maschera di dolore scompare dal vostro volto, mostrate la gioia.

E l’albero da cui si innalza il vostro riso, è stato sovente bagnato di lacrime.
E come può essere altrimenti?
Quanto più a fondo radica il dolore, tanta più gioia potrete raccogliere.


Movimento dell’animo umano: il tormento

Foto di Polarspot

Pellicole bianco e nero,

graffi e fruscii proiettati sullo schermo dei ricordi.

Mi immergo nei fumi della follia

sentieri illuminati sull’imminente.

Mi lascio andare al flusso dei fumi intensi per lenire

l’ansia veste il mio tempo.

Spoglio, mi stringo alla voglia di vivere residua,

come a fare dispetto

al destino che mi reclama.

Per cambiare umore,

per dare respiro alle tempie cocenti.

Sogno di incubi ricorrenti, urli

di sorgenti.

Le vesti abbandono alle ore risorte

le ferite mi siedono prossime.


Movimento dell’animo umano: il sogno

Foto di Polarspot anno 2001 (Comacchio- Delta del Po)

L’idea stessa di essere insieme a qualcuno è frutto del nostro essere soli, e la solitudine fa male. Nella relazione vogliamo annegare la nostra solitudine. Ecco perché ci coinvolgiamo tanto nell’amore. Cerca di capirlo: di solito pensi di esserti innamorato di una donna, o di esserti innamorata di un uomo perché l’altra è bella, perché l’altro è meraviglioso. Non è vero. La verità è esattamente l’opposto: ti sei innamorato perché non riesci a stare solo, l’innamoramento era inevitabile – in un modo o nell’altro dovevi evitare te stesso. E ci sono persone che non s’innamorano di uomini o donne.La motivazione all’origine del vostro agire è questa: avete paura della vostra solitudine. Ogni altra cosa è solo una scusa. La causa reale è che vi sentite estremamente soli.


“In Viaggio tra i Colori dell’Anima”

Il silenzio interiore

"ciascuno di noi continua a stimare le proprie colpe."

Foto di Polarspot

Pollica (Sa) paese del Cilento...... ogni persona è un silenzio e tanti silenzi vivono in città.

..... forse solo il silenzio esiste davvero.

Foto di Polarspot (settembre 2011..... forse solo il silenzio esiste davvero.

La realtà: “è un’esplosione caotica di elementi, in questa realtà, il momento immediato ed istintivo di un evento lo rende espressivo…. Siamo spesso troppo passivi davanti a un mondo che si muove e il nostro unico momento di creazione è il 1/125° di secondo in cui pigiamo il pulsante, l’attimo di oscillazione in cui cala la mannaia. Siamo paragonabili ai tiratori che “sparano” una fucilata”.

Qualche giorno fa, sono stato a Pollica un paese della provincia di Salerno che si trova nel Cilento. Ci sono andato senza un motivo preciso, forse per accompagnare un fotoamatore, non avevo molta voglia di fotografare… quella sensazione di percorrere un viaggio interiore e comunicarlo. Non mi ha mai interessato cosa sia successo ad Angelo Vassallo ucciso in pieno stile camorristico, non era importante avere un quadro preciso della situazione. A volte inseguiamo le risposte senza conoscere realmente le domande: ” perché si batteva per la legalità?” “Cosa c’è da scrivere e fotografare, cosa c’è da aggiungere?” “Per cosa io ho necessità di battermi?” Nulla. Non ho da aggiungere nulla a ciò che è stato sottratto. Ho trovato le motivazioni solo durante il viaggio in macchina verso Pollica. Guardando adesso gli scatti, posso dire di aver descritto un silenzio interiore percorrendo un viaggio tra i colori dell’anima. Una finestra da cui trapela la luce violenta che squarcia la regolarità del pavimento. Una delle tante fioriere tra le sbarre. Una famigliola che osserva sonnacchiosa.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/06/news/acciaroli_sindaco-6790097/?ref=HRER1-1


La vera ricchezza

Foto di Jerome Cooper

La vera ricchezza


Non c’è altra ricchezza che la vita. La vita che include tutte le forze dell’amore, della gioia e dell’ammirazione. Il paese più ricco è quello che nutre il più gran numero di esseri umani nobili e felici; l’uomo più ricco è quello che, avendo perfezionato le funzioni della propria vita al più alto grado possibile, ha anche la più vasta influenza, sia con la sua persona che con i suoi mezzi, nel soccorrere la vita altrui. (John Ruskin-Unto this last, IV, § 77)


Solo la verità è rivoluzionaria

Foto di Polarspot

Ieri, mercoledì 17 Marzo 2010 si è svolto l’incontro sul tema “Siamo tutti migranti” presso la ex scuola media occupata A.Gatto di Pastena-Salerno. Vorrei riportare le mie considerazioni fatte durante la discussione dopo la proiezione del video sullo sgombero . Il mio intervento in sostanza è stato abbastanza critico in merito a soluzioni nel breve perché adesso è in scena la commedia dei teatranti politici che chiedono il voto alle elezioni quindi chi come i migranti non hanno diritto di voto e rappresentanza sono accantonati a discussioni ideologiche future. Molti non vogliono capire che tutti questi episodi ( S.Nicola Varco, Rosarno, Palazzo S.Gervasio, la piana del Sele, il Metapontino ) non sono casi isolati ma, un preciso piano di sfruttamento della schiavitù  che ha come vittime il migrante e l’italiano ( forma di lavoro precario ). Un italiano può definirsi libero? Io penso proprio di no. Contrariamente agli schiavi dei campi agricoli di Eboli ( Salerno ) ammassati in un vecchio mercato ortofrutticolo gli schiavi italiani devono pagare la loro gabbia ( con mutui ventennali ) in un quartiere “bene” tra i simili ammassati in insediamenti simili a prigioni. A che serve ad un uomo di possedere tutto se ha perso la sua anima? Si alza al mattino, si prepara per andare in auto dopo lunga coda di oppressi diretti ad un lavoro alienante per pagare le tasse, le bollette, il canone, il bollo, la multa, il mutuo, il finanziamento etc. etc. Pensiamo che lo sfruttamento dei lavoranti del comparto agricolo non ci riguardi? L’abbondanza dei prodotti alimentari nasconde il loro degrado e falsificazione. Si tratta di prodotti del banco frutta ( di supermercati, mercati rionali e negozio ) modificati geneticamente, di un miscuglio di coloranti e conservanti, di pesticidi, di ormoni e altre invenzioni della modernità. Le conseguenze si vedono ( aumento di allergie, di intolleranze, di malattie respiratorie e circolatorie, intossicazioni, cancro, tumori, deposito di residui tossici nell’organismo ) e illustrano questo modo di alimentarsi dettato dalle regole del consumo di massa. Allora a cosa serve parlare di immigrazione? Nelle campagne del sud Italia ci sono schiavi che raccolgono e producono prodotti agricoli per noi schiavi “nostrani” che in definitiva sono il nostro veleno pagato a caro prezzo ( esempio un chilo di arance a 1 euro che poi sono i 20-25 euro di una giornata di uno schiavo nei campi ). Ogni ostacolo naturale ed umano va rimosso sulla strada che conduce al profitto di pochi, il termine italiano o marocchino non ha nessun valore nel frasario imposto dal sistema. La vita e l’umanità ( schiavo italiano o marocchino ) non esistono di fronte alla sete di profitto di pochi.


“Rociolatori” di sterco

Ci sono momenti nella vita di un individuo che richiedono scelte precise e concrete da portare avanti anche rinunciando a quel benessere che uccide la passione dell’anima.  Devo raccontare un avvenimento recente per essere più comprensibile e chiarire alcune questioni aperte che mi stanno allontanando da alcuni compagni di battaglie che non comprendo più nel loro modo di procedere. Il giorno 20 febbraio 2010, mi trovavo a Salerno presso la Bottegaia ( commercio equo-solidale ) insieme a circa una trentina di persone a discutere sulla necessità di aprire un Gas nella zona di Pastena-Salerno. Lo stesso giorno in un albergo del lungomare, Vincenzo De Luca candidato del PD alla presidenza della regione Campania apriva la campagna elettorale. Lo stesso giorno, nella libreria Feltrinelli, Beppe Grillo parlava ai suoi sostenitori di rifiuti, di ambiente, di energia pulita e produzioni locali. In questi giorni, ho notato che la città campana è distratta da: comizi, dibatti, convegni ed incontri dello scienziato (a piede libero) esperto in orinali, pitali e vasi da notte che in due anni ha cambiato opinione su raccolta differenziata ed incenerimento dei rifiuti (   doppi giochi e buffonate annesse ) e il MoVimento di Grillo impegnato a giocare al “rimpiattino” con l’avversario politico. Dall’inizio della campagna elettorale, la città si è fermata per ascoltare discorsi mediocri utili solo ai fini elettorali e sermoni diffusi sulle emittenti televisive locali, ad osservare l’invasioni di manifesti con gli slogan più assurdi, a leggere le propagande su giornali e sulla rete internet. Tutti hanno la soluzione a portata di mano per  i problemi strutturali, per la crisi occupazionale, per l’inquinamento del territorio, per lo spopolamento delle campagne, per l’illegalità diffusa e certificate per “legge”. Il tempo della mia ingenua fanciullezza è passato, la fiducia nella parola altrui anche, non ho voglia di ritornare a ridiscutere concetti che ho rimosso. Come nel caso della decrescita, per alcuni è una parola astratta usata solo in questo periodo, molti altri preferiscono viaggiare dietro un capo che decide sulle sorti del gruppo anche a costo di nascondere incomprensioni, debolezze, mancanza di democrazia dal basso ed affidandosi quasi esclusivamente sulla forza di convinzione delle strategie di marketing. Tutto cade in secondo piano anche il rispetto delle minoranze e delle loro opinioni, la scelta pesata o estratta a sorte; belle parole e niente più perché adesso si replica il modello di decisionismo “alla Bertolaso” cioè chi c’è decide e chi non c’è deve essere anche messo in condizione di non nuocere e contaminare il percorso da qui ad elezioni concluse. Come ho avuto modo di parlare con il mio compagno di condivisione dell’orto a Giffoni ( Sa ): migliaia di salernitani a discutere sul nulla, su Grillo e su De Luca e poi quando bisogna mettere in pratica quelle parole dove sono? Ecco , i numeri parlano da soli….

meglio essere ” rociolatori di sterco”.

Foto di Michele F.


Estirpare l’erba cattiva……

Voglio iniziare questa nuova esperienza introducendo una pianta che attualmente viene vista come erba cattiva cioè la Gramigna ma, nel passato l’uomo controllava raccogliendola a mano nei campi. Oggi, l’uomo “civilizzato” ( o per meglio dire lobotomizzato) ignora di essere  avvelenato dai diserbi chimici usati in agricoltura mentre un tempo erano note le proprietà terapeutiche dell’erba seminata dal “diavolo”. Da alcune settimane, abbiamo iniziato a condividere un orto nella zona di Giffoni V.P. (Sa) come avevo accennato in un post precedente e, oggi durante la giornata di lavoro abbiamo discusso del senso di estirpare un erba cattiva.

In fondo ci sentiamo come la gramigna che la società moderna tenta di estirpare; con la chimica, con la propaganda diffusa sui normali mezzi di comunicazione, con la diffusione della mediocrità tra i nostri simili e con l’appiattimento di valori e di sentimenti.

Foto scattate dall'amico Michele

Foto scattate dall'amico Michele

Foto scattata dall'amico Michele

Foto scattata dall'amico Michele

Foto scattata dall'amico Michele

Foto scattata dall'amico Michele

Foto scattata dall'amico Michele

Foto scattata dall'amico Michele

Foto scattata dall'amico Michele

Foto scattata dall'amico Michele


Essere o apparire, cosa premia di più?

Essere o apparire?

Foto di Jerome Cooper

Tutte le società,da quelle antiche a quelle moderne, hanno discusso sul significato delle parole come essere ed apparire. Da Parmenide a Platone, passando per Aristotele, Hegel ed altri filosofi e pensatori moderni, tutti volti a spiegare termini che modificano e influiscono sulla vita dell’uomo, di un gruppo, di una massa e di un popolo. Oggi, l’apparire è il modo in cui anche la politica si rapporta con il cittadino comune; si costruiscono personaggi soprattutto  femminili per una società alquanto maschilista e si lavora sull’immagine “gradevole” che genera consenso ( le espressioni del volto, la posizione delle mani, il timbro di voce, le frasi ad effetto ). La politica dell’apparire deve alimentare l’ignoranza e il disinteresse alla res pubblica, un cittadino o per meglio dire un suddito da governare e manipolare a piacimento. Allora in una società dell’apparire, è necessario creare capi e leader, curarne l’immagine e renderli credibili anche con un programma da recitare in ogni occasione pubblica ( incontri, comizi, Tv, giornali e web ). Quando in questo sistema aumenta la parte degli esclusi insoddisfatti della propria condizione sociale ( precari, disoccupati, migranti, anziani, giovani e donne ), tale sistema per conservare il potere si infiltra nei movimenti per generare caos apparente e ristabilire un ordine diverso, gerarchie diverse e nuovi capi ( e leader ). Il cambiamento sembra alle porte, sembra ristabilirsi una democrazia ( apparente ) e sembra il popolo libero nelle scelte e nell’uso della parola ma, c’è una piccola differenza basilare. L’uso dell’esercizio della parola è diverso dall’uso del ragionamento che consente di sentirsi liberi da padroni passati e futuri. Ogni volta che si ricorre alla figura del leader e del “maestro” nei movimenti si teorizza quasi esclusivamente sulle scelte per il cambiamento e non di atti pratici per cambiare strada facendo. Alla fine si pensa di cambiare il mondo ma, il sistema ha cambiato solo forma infiltrandosi perché all’uomo non gli viene concesso libertà di ragionamento, rimane sempre in una condizione di inferiorità “intellettuale” e di sudditanza perché si ricorre ai “maestri di vita”. Un esempio pratico per concludere il discorso, in merito all’essere e all’apparire, la pratica degli orti condivisi e la filiera corta in agricoltura. Oggi, l’agricoltura del sud Italia soffre di una profonda crisi dovuta al consumismo e alla globalizzazione che porta allo spopolamento dei piccoli paesi interni, all’abbandono dei mestieri legati al mondo rurale, violenza selvaggia sull’ambiente e sfruttamento del suolo e del sottosuolo. In questo panorama oscuro quanti riescono a praticare l’orto condiviso e la filiera corta? Una forma di condivisione dell’orto riguarda il contadino e i consumatori stessi che decidono e lavorano insieme dalla semina sino alla raccolta ed usano anche internet per scambiarsi sementi, prodotti, consigli, vendono, organizzano raccolte in gruppo, portano i bimbi in campagna, organizzano laboratori di autoproduzione di prodotti orto-frutticoli, organizzano mercati contadini e semplici “mangiate” in gruppo. Ditemi quanti forum ( o gruppi ) sul web “teorizzano” sul Gas e sulla filiera corta e quanti forum ( o gruppi ) sul web descrivono di scelte di vita diverse anche a costo di rinunciare a delle comodità moderne come il negozio tipo ( anche se alternativo ). Ogni volta che un maestro teorizza sul cambiamento ci sarà parte di persone che si sentono intellettualmente inferiori e non capaci di mettere in pratica il cambiamento. Sarebbe auspicabile andare su di un campo “morente” , formare un gruppo, togliersi la giacca, arrotolarsi le maniche della camicia, iniziare a fare pratica sul campo, scambiarsi suggerimenti, sentirsi uniti nel lavoro e nella fatica. Ecco cosa intendo per essere il cambiamento che è ben diverso dall’apparire come cambiamento…….

Pensiero di Polarspot

dopo una giornata di lavoro condiviso con alcuni contadini di Giffoni V.P. ( Sa )


Cristo alla Gravinella

Cristo alla Gravinella 2

Foto scattata da Polarspot nel 1997

Cristo alla Gravinella 3

Foto scattata da Polarspot nel 1997

Cristo alla Gravinella 4

Foto scattata da Polarspot nel 1997

Cristo alla Gravinella 8

Foto scattata da Polarspot nel 1997

Alle spalle di via San Pardo a Matera,dopo il ponticello della ferrovia Calabro-Lucana, esiste una piccola chiesa rupestre chiamata “Cristo alla Gravinella”. Tale posto è escluso dal turismo di massa che viene indirizzato quasi esclusivamente nel centro storico, negli antichi rioni Sassi e sul “Belvedere” ( Murgia Timone ) dove gli viene illustrato The Passion che io considero un mediocre horror movie e mostrato il luogo della scena della crocifissione. Cristo alla Gravinella è un angolo di murgia strozzata dall’invadenza del mattone e del cemento edilizio come tanti piccoli “gioielli” della cultura, dell’arte e dell’ambiente cittadino. A me è servita nelle sperimentazioni fotografiche con la reflex e per lo studio della composizione delle inquadrature.


27 Gennaio 1945- 27 Gennaio 2010, Il giorno della memoria “corta”.

Oggi, nelle piazze, negli istituti di istruzione pubblica e nelle sedi degli organi istituzionali si celebra ” Il giorno della Memoria “. L’Italia non è di certo una grande potenza in termini quantitativi e in termini politici. Non ha pure, oggi come oggi, titoli morali per elevarsi e insegnare grandi cose al mondo, essendosi sporcata le mani ( vedi berlusconismo ), e in particolare negli ultimi 30 anni ( vedi Andreotti e Craxi ), col diventare 52° provincia fondamentalista cattolica degli USA. Se esiste un Primo Mondo, essa ci sta comunque a pieno diritto.Ha dalla sua parte 2500 anni di storia e di scienza, di arte e di cultura. E può guardare dall’alto in basso, in linea persino verticale, anche se piena di rozzi macellai, di pidocchi rifatti, di mendicanti internazionali, zeppa di falsi profeti dello sviluppo inflazionato, e un popolo vuoto di memoria storica, di coscienza civile e di intelligenza umanitaria.

Polarspot

Un giorno rubato004

Foto di Polarspot della mostra fotografica "Un giorno rubato"-2001

Il giorno della memoria “corta” è  una data svuotata di ogni significato da gente che nelle istituzioni evita con  disinvoltura i processi per stragi di mafia e sale sui palchi di commemorazione. Le sue Tv creano immagini di un mondo surreale come inganno per moribondi che ricordano morti.

Francesca

Un giorno rubato002

Foto di Polarspot della mostra fotografica "Un giorno rubato"-2001

Oggi, 27 gennaio 2010 l’italiano medio non ha memoria storica e come nella foto di sopra vede uno sfondo sfuocato e reso tale da un revisionismo prodotto dai mass-media. Stiamo ripetendo lo stesso orrore e le nuove vittime sono i migranti. Stiamo ripetendo lo stesso orrore del passato e noi siamo le vittime inconsapevoli, giorno per giorno ci tolgono la sicurezza di un lavoro, la possibilità di avere una famiglia, la possibilità di avere una casa, la possibilità di accedere alle risorse pubbliche ( acqua ), la libertà di parola e la libertà di vivere in un ambiente sano. Stiamo giorno per giorno scivolando in stato di limitazione di diritti e di libertà quindi cosa vogliamo commemorare?

Vittorio

Un giorno rubato005

Foto di Polarspot della mostra fotografica "Un giorno rubato"-2001

Oggi posso solo ricordare lo sterminio di ebrei ma, anche di omosessuali e contrari al regime nazi-fascista e le responsabilità della Chiesa di allora come oggi. Una discussione inutile e stucchevole sul crocifisso, sugli immigrati e l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane. La tua foto descrive bene l’ombra lunga di un fondamentalismo cattolico su una terra arida ( Italia ).

Andrea

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Foto di Polarspot della mostra fotografica " Un giorno rubato"-2001

Oggi abbiamo piantato una croce su una terra in disfacimento morale e in decadimento istituzionale. Un terra che pian piano si trasforma in un deserto piatto dei sentimenti e dei diritti costituzionali. Abbiamo la presunzione di commemorare la data del 27 Gennaio 1945? Come allora l’Italia si volge in una forma di dittatura e tutte le persone che vivono o hanno la sfortuna di soggiornare nel nostro paese, sono ormai delle vittime da commemorare in futuro.

Giovanni


Piazzetta G.Marconi, “Sogno di una morte di mezza estate”.

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Foto di Polarspot

Marconi020

Foto di Polarspot

Qualcuno potrà trovare strano il titolo del post riferito ad una piazzetta del rione Piccianello a Matera intitolata a Guglielmo Marconi ma, in seguito vi spiegherò. Fino a qualche hanno fa era la sede del mercato orofrutticolo del rione poi verso la fine del 2007 iniziarono i lavori di riqualificazione costati circa 280 mila euro ( finanziamenti PSU ). Le due foto sono simboliche e non possono mostrare appieno lo squallore che qualcuno progettando tale piazzetta ha reso alla collettività. Un’area per 80% fatta di mattoni e cemento con minuscole forme di verde che contengono parte degli alberi esistenti e nuove aiuole. Le sedute anti-vandali sono state ribattezzate dagli anziani del quartiere come contenitori funebri ( casse mortuarie ). I cestini dei rifiuti nei primi mesi erano fissati in malo modo e quindi estraibili da chiunque. La strada che costeggia la piazzetta è stata asfaltata due volte in pochi mesi ( per mancanza di tenuta e il formarsi di buche ). Per finire un palo che troneggia al centro della piazzetta che dovrebbe simboleggiare l’antenna di G. Marconi inventore del sistema radio ad onde. La prima volta che l’ho notato mi ha dato l’impressione di un palo per giustiziare al tempo del conte Vlad di Transilvania. Che fine ignobile per G. Marconi da inventore della radio per comunicare tra i vivi a ritrovarsi onorato di una piazzetta morta dopo il precedente uso ( mercato ) che attualmente non attrae gli abitanti del quartiere se non per far scorazzare i cani in qualche metro quadrato verde e defecare. Una forma di vita di una piazza morta si è trovata nell’estate scorsa ( 2009 ) proiettando un film grazie a quei di Cinefabbrica ma, nel futuro cosa sarà di codesta area?


I Sassi di Matera: un patrimonio solo per gli affaristi….

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Foto di Polarspot scattata nell'estate 2009 come prova di una reflex manuale di un'amica

I Sassi di Matera 2

Foto di Polarspot

I Sassi di Matera

Foto di Polarspot

Sono un artigiano della fotografia in bianco e nero ( poco incline all’uso delle fotocamere digitali ), nato a Matera ma, vissuto in molti posti. Alcuni possono pensare che io abbia un immenso archivio della parte più rappresentativa della mia città ma, si sbagliano perché ho fotografato nei Sassi di Matera solo in tre occasioni. Quando ero un adolescente ( per una ricerca scolastica sul Duomo di Matera di stile romanico- pugliese ), un anno fa ( per collaudare una reflex di un’amica ) e qualche giorno fa ( accompagnato da un altro fotoamatore digitale ). I Sassi di Matera, personalmente li trovo noiosi nel loro stile abitativo di nuovo millennio. Sono come quelle bomboniere “cafoncelle”  che ci regalano ai matrimoni e non sappiamo dove metterle perché stonano con l’arredamento. Dopo tanti giri sui mobili delle camere decidiamo alla fine di sistemarle in soffitta dentro uno scatolone per evitare i commenti sarcastici di amici e parenti. Nei punti di maggior interesse artistico ( es. Piazza Duomo e Piazza San Pietro Caveoso ) dei rioni Sassi per chi ha intenzione di passare in una concessionaria d’auto ( nuove o usate ), ha la possibilità di fotografare anche il modello d’auto di suo gradimento ( questo è un ulteriore servizio al turista ). A parte i servizi essenziali al turista ( vitto ed alloggio ), non ci sono molte attività di svago escluse le mostre nei musei cittadini e nelle solite associazioni culturali ( in gran parte legate a gruppi di potere locale ) che si concentrano nei periodi di maggior afflusso turistico. La cosa vergognosa è l’aver sperperato fondi derivati dal patrocinio Unesco per arricchire i soliti signorotti della “Matera da bere ( e da mangiare )” mentre giovani con idee innovative sopravvivono con lavori precari. I rioni vecchi di Matera dovrebbero tornare a rivivere il tempo della civiltà agro-pastorale con l’aggiunta della sperimentazione moderna ( per conservarli ). In poche parole diventare un laboratorio ed un museo “vivo” di tradizioni e mestieri che rischiano di scomparire; la pasta fresca ” a mano”, il pane fatto in casa, i formaggi, i lavori in vimini, i lavori in cuoio e pelle, i lavori in legno e tutte le attività che al momento sono in crisi a causa della globalizzazione e dal consumismo di massa. I mestieri di artigiano, contadino e pastore ; continuati grazie al sostegno ed un progetto comunale possono rianimare gli antichi rioni resi squallidi dall’invasione di attività turistico-ricettive e ristorative . La gente si fermerebbe a Matera per più giorni per partecipare a laboratori didattici ed impegneremmo i nostri giovani disoccupati in progetti anche volti a conservare le nostre tradizioni. Poi la cosa più assurda è stata la modernizzazione di rioni che avevano una forma di auto sufficienza ad esempio nei tetti  utilizzati per la raccolta delle acque piovane con l’uso di cisterne come riserve. Negli anni ’60 furono sgomberati con la legge De Gasperi perché ritenuti la vergogna nazionale, concludo con una domanda ed oggi cosa sono?

Sassi di Matera, il patrimonio tradito

Matera schiaccia i Sassi


Parco Giovanni Falcone- Matera 2

La giustizia secondo il codice berlusconiano

Foto di Polarspot

Continuo ad insistere sul Parco Giovanni Falcone di Matera come simbolo del degrado non solo materiale dovuto alle amministrazioni pubbliche e al cittadino ma, anche  morale del paese che perde  il senso di una legge uguale per tutti. La scalinata mi ricorda la giustizia italiana, e come non pensarci in un parco dedicato ad un magistrato morto per aver combattuto la mafia ? Riesco ad immaginare solo questo guardando la foto scattata da me circa due mesi fa . Una scalinata smontata mattone per mattone e resa inutile per il cittadino comune, utile solo agli interessi di pochi.

Dal codice berlusconico

Legge Gasparri

Legge sul falso in bilancio

Legge sulle rogatorie internazionali

Lodo Schifani

Legge Cirami-Carrara

Legge sull’ordinamento giudiziario

Legge salva Previti

Legge salva Dell’Utri

Tagli finanziari alla giustizia

Legge Pittelli

Rientro dei capitali

Condono fiscale

bancarotta

legge Obiettivo

P.S. Buona passeggiata nel parco ma, attenzione a non inciampare perché non avrete protezioni.



Parco Giovanni Falcone-Matera

Parco Giovanni Falcone

Foto di Polarspot

Mentre in Italia si discute se sia il caso di intitolare strade in onore di un politico morto in latitanza ( Bettino Craxi ), a Matera ( come nel resto d’Italia ) la figura di un magistrato morto ammazzato dalla mafia viene disonorata in tutti i modi possibili ed immaginabili ( incuria delle amministrazioni e vandalismo ). Questo servizio igienico per disabili nel parco G.Falcone di Matera non è mai funzionato ( a quanto io ricordi ) sembra l’emblema di un paese ( il nostro ) in cui la giustizia è divenuta il “cesso” personale dei potenti per espletare i  bisogni corporali. Di questo “cesso” i cittadini onesti devono subire la puzza dovuta anche alla noncuranza di altri cittadini che per vari motivi ( indifferenza, opportunismo, affarismo e clientelismo ) preferiscono risolvere il tutto con la frase: ” In Italia funziona così….”


La follia umana

Il mondo cerca di riscattare le proprie follie ed ingiustizie con un detestabile sentimentalismo.

Foto di Jerome Cooper

“Il mondo cerca di riscattare le proprie follie ed ingiustizie con un detestabile sentimentalismo.”

Thomas Henry Huxley (1825 – 1895), biologo britannico.


I porci hanno la febbre dell’oro ( Virus A H1N1 )

L'assenza di spirito in un corpo morto

foto di Jerome Cooper

Dedico un pensiero a chi vive nel dubbio dopo aver fatto il vaccino contro la febbre suina e scopre di aver fatto male a farsi trascinare dalla propaganda di regime. Signori siamo nati e cresciamo in una società dove ci dicono: Hai la febbre? Usa compressa effervescente x. Hai mal di gola? Usa pastiglia alla menta x. Hai la diarrea? Usa la pillola x. Hai la stitichezza? Usa le supposte effervescenti X. Io mi chiedo ma chi idiota si mette una supposta effervescente nel sedere? Siamo arrivati a credere a qualsiasi cazzata venga detta in tv. Ma, il nostro corpo e i suoi segnali li ascoltiamo? Ci preoccupiamo della qualità del cibo che mangiamo? Ci preoccupiamo dell’inquinamento dell’aria che respiriamo? Ci preoccupiamo dello stress da vita in metropolitana? Allora prima di rivolgersi ai santoni delle multinazionali del farmaco andiamo a monte del problema cioè alla vita di merda che facciamo e non pensiamo solo a valle cioè come curare i danni.

Polarspot


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